IRANIAN NEW YEAR (NO RUZ)
IL No Ruz,il capodanno Iraniano,si celebra all’Equinozio di primavera.
Nell’antichità è stato celebrato da tutti i popoli della Mesopotamia:i
Sumeri(3000 A.C.),i Babilonesi(2000 A.C.),gli abitanti dell’antico regno di Elam
nel Sud della Persia(2000 A.C.),tutti in varie forme a seconda delle rispettive
tradizioni. IL No Ruz che si celebra oggi i Iran è,quindi,il frutto di
tradizioni che datano 3000 anni fa e che sono profondamente radicate nella
cultura Zoroastriana.
IL più antico reperto archeologico che ci riporta alle celebrazioni del No Ruz
risale al 2500 A.C. ed appartiene al periodo degli Achaemeni.Essi hanno dato
vita al primo grande Impero della regione ed hanno costruito il complesso di
Persepoli nel centro dell’Iran che purtroppo fu distrutto da Alessandro il
Grande nel 334 A.C.. Gli Achaemeni hanno costruito quattro principali
residenze,che abitavano differentemente per ciascuna stagione.
Persepoli era appunto la loro residenza di primavera ed è quindi li,che veniva
celebrato l’Anno Nuovo.Ancora oggi incisioni dell’epoca,su pietra, mostrano il
Re seduto sul Suo trono mentre,in occasione del No Ruz,riceve i sudditi,i
governanti e gli ambasciatori dei Paesi sotto il loro controllo.
Gli Iraniani di oggi festeggiano il No Ruz (Nuovo Anno) per tredici giorni.I
primi giorni sono impiegati per la visita ai vecchi membri della famiglia,ai
vari parenti ed agli amici più stretti,con scambi di doni ed un grande consumo
di dolci tipici,durante i molteplici banchetti.L’ultimo giorno,il tredicesimo
del primo mese dell’anno,tutti lasciano le loro case per andare a spendere
l’intera giornata immersi nella natura della campagna e dei bellissimi parchi
limitrofi,consumando cibo ed partecipando a giochi che sono retaggio delle varie
antiche tradizioni.
La parte principale dei riti del Nuovo Anno consisteva nell’apparecchiare la
tavola con i sette specifichi prodotti presenti nei sette raccolti prima
dell’Islam (Haft Sin).Tutti iniziavano con la S e ciascuno di essi
rappresentava,nei tempi antichi,una delle sette creazioni accompagnate dai sette
Santi Immortali che li proteggevano. Oggi,nonostante molto sia
cambiato,rimangono ancora alcuni di quei simbolismi: il frumento e l’orzo,per
esempio, che rappresentano il nuovo raccolto;il pesce,animale di facile
cattura,e l’acqua;le candele accese,simbolo del fuoco,che vengono poste di
fronte ad uno specchio,oggetto nell’antichità poco diffuso perché fatto di
metallo smerigliato, molto costoso,quindi simbolo di ricchezza; l’aceto,che
sostituisce il vino dell’antica tradizione,perché l’alcool è bandito dalla
religione Islamica.Sulle tavole di oggi troviamo anche le uova,antico simbolo
della fertilità;l’aglio,usato per tenere lontano i cattivi presagi,e facente
parte delle sette erbe che gli Antichi usavano coltivare per il Nuovo Anno. Da
ultimo,il Samano,un impasto brunastro spesso e molto nutriente,che era comune
negli antichi banchetti.
Perché questa festa è sopravissuta?
In armonia con la rinascita della natura,la celebrazione del Nuovo Anno
Iraniano,No Ruz,inizia sempre il primo giorno di Primavera.L’anno cambia con
l’Equinozio invernale,o Tahveel,che capita tra il 20 ed il22 di Marzo,a seconda
degli anni.L’equinozio invernale,come noto,coincide con il passagio del sole
attraverso l’Equatore.Questa celebrazione ed i suoi riti risalgono a tremila
anni addietro.La cerimonia del No Ruz è una simbolica rappresentazione dei due
vecchi concetti contrapposti,”Morte e Rinascita”,”Dio e Diavolo”.
Persia,la terra di molteplici popolazioni,tribu e religioni
Con una storia millenaria
A molti Occidentali la parola Persia evoca una antica e lontana terra,con
antichi monumenti,bellissimi pezzi d’arte,tappeti,maioliche,fini
ceramiche,miniature e preziosi lavori in metallo.Evoca,inoltre,una realtà nel
cuore dell'Asia,una terra che unisce,geograficamente e spiritualmente,il mondo
Mediterraneo con il subcontinente Indiano. La Persia è precisamente tutto
questo,un mondo antico e contemporaneo che unisce il cuore dell’Asia alla culla
della civilizzazione dell’ Occidente,un ponte tra Est e Ovest. E di
più,attraverso il cuore delle sue tradizioni culturali,è sempre stata un ponte
tra il cielo e la terra,con il riflesso dei suoi luminosi cieli colorati e della
sua più famosa pietra,il turchese,la pietra per la quale la Persia è
conosciuta,da secoli,nel mondo.Essa è bagnata al Nord ed al Sud da due grandi
mari,il Caspio ed il Golfo Persico,confina ad Est con l’Afganistan ed il
Pakistan,a Ovest con la Turchia e l’Iraq e a NordOvest con le cinque nuove
repubbliche dell’Asia Centrale. La Persia è caratterizzata da notevoli contrasti
naturali.Il viaggiatore,percorrendo relativamente poche miglia,attraversa
significativi cambi di clima e,si può dire,di stagioni,neve da un lato delle sue
alte montagne e caldo afoso dal lato opposto.L’orografia e la vegetazione
cambiano significativamente tra le fertili province lungo il littorale del mar
Caspio e le aride terre del Deserto Centrale.La Persia è altamente ricca di
risorse naturali e l’agricoltura è ovunque favorita dall’abbondante presenza di
acqua, con l’eccezione di alcune province della parte centrale desertica,che
però sono tra le più ricche al mondo di risorse naturali.
L’altopiano della Persia è stato popolato da una moltitudine di popoli e razze
diverse,che oggi sono perfettamente integrate sotto una comune cultura,che ha le
sue origini e radici nei millenni della sua preistoria.
Le varie tribu Ariane si sono definitivamente stabilite in questa Regione,dopo
le numerose invasioni iniziate nel 2000A.C.,dando vita ad una propria lingua e
cultura; da qui il nome Iran che esse si sono dato fin dagli albori
dell’antichità.Tutte le diverse ondate di invasori che si sono succedute nel
tempo:i Greci con Alessandro,gli Arabi durante l’opera di islamizzazione del
continente asiatico,le tribu Turche nella loro marcia verso Ovest dalle terre
dell’Asia Centrale ed,infine i Mongoli,hanno lasciato tracce evidenti del loro
passaggio nella popolazione locale,che sono state tutte assimilate nel mondo
culturale Persiano. I Persiani guardano alla loro storia come ad una serie di
periodi separati e distinti tra loro,ma uniti,al tempo stesso, in un continuo
processo evolutivo. Dal primo periodo preistorico,le cui testimonianze sono
emerse dagli scavi archeologici,si è prima giunti all’Impero Persiano fondato da
Ciro il Grande e,quindi,al secondo significativo periodo, che comprende varie
fasi caratterizzate dal dominio degli Achaemeni,dei Seleucidi,dei Sassanidi e
che termina con l’affermarsi dell’Islam in tutto il Paese. Possiamo quindi
concludere che gli ultimi 14 secoli della storia dell’Iran sono stati
caratterizzati da eventi colossali,come la nascita delle dinastie Turche,inclusi
i Seljuqi ed i Ghaznavidi,i Mongoli ed i Trimuridi,la restaurazione dei
Safavidi,la dominazione Occidentale sotto la dinastia Qajar,fino alla fondazione
della Persia moderna,culminata con la Rivoluzione Islamica,che ha trasformato
l’Iran in una Repubblica Islamica. Questa visione della storia Persiana,
separata in distinti periodi,oggi riuniti in un tuttuno,si riflette direttamente
nella Religione,la colonna vertebrale della cultura dell’Iran in ogni fase della
sua esistenza.
Oggi i Persiani sono,nella quasi totalità, mussulmani,in maggioranza (4)
appartenenti alla fazione Scita,che divenne la religione di Stato durante il
periodo Safavida.Prima dell’Islamizzazione della Persia,per circa quindici
secoli,avevano prevalso i Zoroastri,o i Manichei,con pochi seguaci di altre
religioni. I Persiani sono perfettamente consci delle diverse fasi della loro
storia e dei diversi mondi spirituali,al punto che,anche quando hanno
abbracciato la cultura Isalmica,non hanno rinnegato il loro passato.
Il matrimonio tra la spirilituà Islamica e la storia della Persia,ha creato una
tale ricchezza intellettuale,che ha fatto di essa il centro
filosofico,letterario e scientifico del mondo medievale. Oggi,nel pieno di un
processo di profonda trasformazione della società,i Persiani cercano quelle
strade che consentano loro di mantenere quelle qualità e tradizioni di perenni
valori, che hanno preservato la loro identità,e fatto della Persia il crocevia
ed il ponte tra l’Est e l’Ovest,un porto che riflette il colore azzurro dei suoi
luminosi cieli.
Iran
Una Antica Terra
Il popolamento e la civilizzazione dell’altopiano Iraniano è iniziato molto
prima dell’avvento degli Achaemeni,la prima dinastia Iraniana. Ci sono segni di
insediamenti umani in Iran a partire dal 9000 A.C.,il ritovamento di antiche
terraglie e ceramiche ha segnato i movimenti dei primi abitanti.
In Iran vi sono numerosi siti archeologici che testimoniano il passato della
regione,dal periodo pre-Islamico a quello Islamico. Scavi di tumuli e tombe,
eseguiti a partire dal diciannovesimo secolo,hanno aperto importanti finestre
sulla civiltà e le arti dell’Iran,nelle diverse fasi della sua storia:la
necrofori di Marlik in Gilan,ricca di inestimabili tesori,testimonianza della
eccezionale bravura degli antichi artigiani; Hasanlu,vicino al lago di
Orumieh,dove è stata trovata una boccia d’oro risalente al nono secolo A.C.;la
necrofori di Sialk,del quarto-quinto millennio,vicino a Kashan,dove si è
sviluppata l’arte Iraniana della ceramica;due altre importanti testimonianze
dell’arte preistorica della ceramica sono,la necrofori di Hesar,vicino a
Damghan,e quella di Turang,vicino ad Astar Abbad;ed inoltre
Sang-e-Chakmagh,vicino a Qazvin,che risale al 7500 A.C. prima dell’insediamento
Sialk;Nush-e-Jan,vicino a Malayer,in cui sono state rinvenute barre,dischi e
monete di argento,risalenti al 760-600 A.C.,che contrastano l’idea che le prime
monete del mondo fossero gli Aegei dei Greci;Godin e Median;il sito di Urartuan
nella necropoli di Haftavan,vicino a Bastam;la città di Shar-e-Sukhteh,in
Sistan,una comunità altamente lavorativa,impegnata in vari commerci al di fuori
della regione;Yahya,a sud di Kerman,un insediamento del quarto millennio,i cui
abitanti hanno giocato un ruolo molto importante
nel divulgare la civiltà da Ovest a Est,diffondendo la scrittura,come
testimoniano importanti tavole ritrovate in loco;Tall-e-Malyan,vicino a
Persepolis,che si ritiene essere la scomparsa città Elamite di Anshan.Tutto ciò
e molto altro,a testimonianza della gloriosa storia e della ricca eredità
culturale dell’Iran.Molti dei posti elencati precedentemente,e molti
altri,possono essere inseriti nei nostri itinerari per soddisfare l’interesse di
singoli gruppi di turisti.
Lungo il deserto
Le costruzioni di fango hanno assunto in Iran uno stile tipico che riflette le
peculiari condizioni sociali,geografiche e climatiche della regione.Alcuni dei
più antichi ed affascinanti villaggi,e città “di fango”,sono ancora visibili ai
confini dei grandi deserti iraniani,e nonostante molti di essi abbiano,oggi,
cambiato aspetto e caratteristiche,rappresentano una interessante attrattiva per
i viaggiatori;proprio per questo molti di essi sono inseriti nei nostri
programmi.
Qom
Situata a novanta miglia a Sud di Tehran;a Qom si trova la tomba di Hazzrat
Masoumeh,sorella dell’Imam Reza,l’ottavo Imam Scita,e per questo è considerata
la seconda citta santa dell’Iran,meta di un grande pellegrinaggio da ogni parte
del Paese. La parte principale del magnifico santuario,che domina l’orizzonte di
Qom,fu costruito inizialmente dai Safavidie e da Fath-Ali Shah Qajar,che fece
ricoprire la cupola con mattonelle placcate d’oro. Un altro sito interessante di
Qom è Masjid-e-Jame,con la sua splendida architettura Safavide.
Zavareh
Zavareh è nota per il tempio del fuoco costruito dai Sassani. Fu un importante
centro commerciale nel periodo Seljuq. Il Masjid-e-Jame della città è
caratterizzato dal tronco del minareto di mattoni e da magnifici stucchi.
Ardestan
Ardestan si trova a novantasei miglia a sudest di Kashan e può vantare,nel suo
Masjid-e-Jame,una delle più belle moschee Seljuq;è stata la prima costruita con
la “hall delle preghiere” che risale al regno di Malek Shah Seljiuqi (1072-92
A.C.).
Naein
L’addormentata Naein,un importante transito al centro geografico dell’Iran,è
famosa per la produzione dei tappeti e per la sua Moschea del Venerdi’,che
risale al primo periodo Islamico,con qualche tratto distintivo del decimo
secolo. Vicino alla Moschea è visibile un bellissimo esempio di casa del periodo
Safavidi,con delicati stucchi decorativi monocromatici.
Naein vanta anche una piccola ma affascinante “guest House” nel tradizionale
stile architettonico dell’epoca.
Mahan
Shah Nemat-Ollah vali (morto nel 1431),fondatore di un ordine Derviscio,che è,
ancora oggi,una attiva forza spirituale,spese molti anni girovagando nell’Asia
Centrale,perfezionando il suo talento spirituale,prima di stabilirsi
definitavante a Mahan,venti miglia sudest di Kerman,dove visse gli ultimi
venticinque anni della sua vita. Il suo santuario,che rievoca l’armonia tra la
natura e l’architettura,è stato costruito da uno dei suoi discepoli,Ahmad Shah
Bahmani,governatore di Deccan,che fece erigere la volta principale della tomba
che fu poi allargata ed imbellita,nel 1601, da Shah Abbas I,anche lui Sufi,che
fece anche costruire la galleria occidentale, che porta al cortile interno
lastricato di fini mattonelle,donate,subito dopo la morte del Santo,da un altro
dei suoi discepoli.Shah Abbas ordinò anche la splendente cupola turchese. Un
altro luogo,da non perdere nella visita alla piccola città di Mahan,è il
delizioso ed attraente giardino del periodo Qajar,il Bagh-e-Shahzadeh o Giardino
del Principe,con un bellissimo padiglione centrale.
Bam
Bam è una città medievale costruita in un Oasi punteggiata di palme e agrumeti.I
resti di una torrita città fortificata,vicina alla parte moderna,offre una rara
vista della planimetria di una città iraniana del diciassettesimo secolo. Le
rovine dell’antica città di Bam sono situate un miglio a nord dell’attuale
moderna città,la cui economia è oggi basata sull’esportazione dei suoi
eccellenti datteri. I resti delle fortificazioni merlate di Arg-e-Bam (la
cittadella di Bam) risalgono in prevalenza al periodo Safavidi; nelle sue strade
abbandonate,case di ricchi mercanti,bagni pubblici,Moschee e negozi si ergono
come scheletri del passato. Grande impegno è stato profuso per preservare questi
importanti reperti storici senza pesanti ristrutturazioni.
La provincia di Fars
Persepolis
Dario I, il grande Re Achaemeno,creò,riorganizzò e unificò un Impero che alla
fine era il più grande ed il più efficentemente amministrato di qualsiasi altro
dell’antichità. Dario concepi’ Persepolis,il suo inimitabile splendore,cosi’
evidente ancora oggi,nonostante i saccheggi degli invasori stranieri e secoli di
esposizione alla corrosione del tempo,come il centro spirituale dell’Impero.
L’opera di costruzione,iniziata da Dario nel ………A.C.,fu portata avanti dai suoi
due immediati successori,Serse(465A.C.) e Artaserse(465-424 A.C.),divenendo una
magnifica testimonianza delle opere del regno Achaemenide. I più importanti
edifici di Persepolis furono assiepati su una terrazza di roccia naturale
(Takht-e-Jamshid),che per tre lati si erge di dodici metri sopra la pianura
e,nel quarto lato,si appoggia ad una piccola montagna.
Ci sono circa quindici edifici principali che includono la Apadana,la Hull delle
Cento Colonne,la Porta della casa di Serse,il Tesoro,l’Harem,il cosidetto
Palazzo Centrale,i Palazzi delle Maestà Dario il Grande,Serse,
Artaserse I e Artaserse III. Persepolis era il luogo dove i Re Achaemenidi
usavano celebrare il Nuovo Anno Iraniano (Nu Ruz),tenere le feste religiose in
gloria alle opere fatte dai loro antenati,ricevere delegazioni straniere ed
essere cremati da quando fu cremato,per la prima volta,sulla nuda
terra,Alessandro di Macedonia nel 330 A.C..Altri importanti resti consistono in
colonne di pietra con capitelli e basi lavorate,porte e finestre con stipiti di
pietra,facciate e scale,molte delle quali con bassorilievi e sculture. Tutto ciò
fa di Persepolis uno dei luoghi più imponenti del mondo antico.
Naghsh-e-Rostam
A Naghsh-e-Rostam,di fronte ad un grande dirupo verticale,si erge il monumentale
santuario del Fuoco,noto come Ka’be-e-Zarodsht,con intagliate le quattro tombe
di Dario I e dei suoi tre successori. A distanza sono anche visibili quattro
tagli nella superfice della roccia,che contrassegnano le tombe che disegnano la
facciata del palzzo,come se fronteggiassero un portico sorretto da quattro
colonne,con i tipici capitelli di toro Achaemenici. Un’altra importante
attrattiva di Naghsh-e-Rostam è rappresentata da una serie di otto sculture
Sassani,ricavate nella roccia sui livelli più bassi del dirupo,tra le più grandi
mai scolpite.
Pasargadae
Pasargadae è la capitale del Dasht-e-Morghab,ed anche l’ultima rimasta città di
Ciro il Grande,situata a circa 110 miglia a nord di Shiraz. Qui Ciro combattè e
vinse la sua ultima battaglia contro il suo precedente
……..(suzerain?),il Re Mediano Astyages nell’anno 550 A.C. circa,e Pasargadae,il
cui nome deriva dal capo tribu dei Persiani,fu costruita,come riferisce Strabo,a
memotia di quella epica vittoria.
Pasargadae è molto estesa e contiene una ampia piattaforma,il
Tall-e-Takhte,l’imponente tomba stessa di Ciro,le cui fondamenta prendono forma
da un alto plinto di sei scalini,sopra cui si appoggia la camera mortuaria;una
porta monumentale decorata da un genio alato,con corona Egizia;un giardino reale
ed una enigmatica torre di pietra,nota come il Zendan-e-Sulaiman (la prigione di
Sulaiman).
Bishapur
A ovest di Shiraz,è il luogo più interessante della cintura archeologica
dell’Iran,dove scavi e restauri hanno portato alla luce una significativa parte
della storia del Paese.Bishapur,che significa la bella città di Shapur,fu
costruita da Shapur (241-273 D.C.),il secondo Re dei Sassanidi il quale ricacciò
indietro i Romani invasori e catturò,a Edessa,l’Imperatore Valerio. Da allora
fino alla presa da parte degli Arabi ed alla sua distruzione,intorno al 637
D.C.,Bishapur fu una importante città della Sassania.
Il Palazzo comprende una grande sala,il giardino reale coperto da imponenti
mosaici ed i resti del Tempio dedicato ad Anahita,la Dea dell’acqua e della
fertilità.Sempre a Bishapur,sull’altra riva di una stretta gola,si trovano anche
sei bassorilievi scavati nella roccia che commemorano le vittorie di Shapur
contro i Romani,per le quali,come detto,la città è giustamente famosa.
Firuz Abad
Nel 220 D.C. Ardashir I,avendo sconfitto Artabanus,il Re dei Parti,divenne il
Sovrano di tutto l’Iran. Egli quindi ebbe bisogno di una nuova residenza reale
che decise di costruire in un luogo noto appunto, oggi,come Firuz Abad e la
chiamò Ardashir-Khurra,la Gloria di Ardashir .La città,circondata da mura,aveva
una forma circolare,con quattro porte in ciascun punto cardinale.L’unica cosa
rimasta,dell’antica città,sono i resti di un minareto quadrato,di pietrisco
rosa,alto circa cento piedi e situato in mezzo alla città. Nelle vicinanze si
ergeva l’enorme Palazzo di Ardashir,che ha rappresentato una testinianza chiave
per la comprensione dello sviluppo dell’architettura Iraniana.
Ardashir fece,inoltre,costruire una residenza fortificata,su tre livelli, sulla
cima di una montagna,che dominava tutta la pianura,luogo che oggi si chiama
Ghal-e-Dokhtar.
Sarvestan
Oggi ridotta a non più di un grande villaggio in mezzo a frutteti,fu una volta
un’altra roccaforte dei Sassanidi,nel sud dell’Iran. Sono ancora visibili,a
distanza,le cupole di una costruzione del quinto secolo D.C.,che i più pensano
sia stata la casa di caccia od un piccolo palazzo reale fatto costruire da
Bahram V nel 420-440 D.C..Costruito di pietra e di malta,la facciata ha tre ……..
in rilievo all’esterno,dietro i quali si trova una hall quadrata con lunghe
strette camere su ciascun lato,ed un giardino centrale interno con altre stanze
attorno ad esso.Questo,unico nel suo genere,si trova in un area che
improvvisamente si apre a volte,supportate da spesse colonne rettangolari,a loro
volta appoggiate a basse colonne circolari.
Khuzestan
Culla della cultura
La provincia del Khuzestan è la culla principale dell’antica cultura
dell’Iran,inclusa la preistorica Elamite.Grazie alla sua posizione
geografica,essendo costituita da un insieme di pianure alluvionali della
Mesopotamia,il basso suolo del Khuzestan entrò,un tempo,nell’orbita culturale
della Mesopotamia stessa. Il Khuzestan,così come era una delle più fertili
province dell’Iran,grazie al fiume Karun,che ha il più esteso ed unico estuario
navigabile del Paese,è divenuta oggi il centro dell’industria petrolifera. La
capitale del Khuzestan è Ahwaz,città situata in una zona piana sulle rive del
fiume Karun.Gli storici riconoscono che nella città si succedettero insediamenti
di vario tipo negli anni,ma la vera identità originale rimane incerta. Oggi
Ahwaz è una moderna comunità,estesa in mezzo a palmeti,che crescono lungo il
fiume Karun.Come punto focale dell’industria petrolifera,la città è una delle
capitali economiche dell’Iran.
Chogha-Zanbil
La più grande struttura costruita dall’uomo in Iran è rappresentata dalla
‘zigurrat’di Chogha-Zanbil costruita nel 1250 A.C.,circa,dal Re Elamite
Untash-Gal.Questo imponente Tempio e complesso tombale,a diciotto miglia a
sudovest di Susa(Shush),ricrea,in un territorio pianeggiante,quel timore
riverenziale che l’uomo ha sempre avuto per le sue montagne,ritenute un luogho
sacro.L’ampiezza delle fondamenta è di 346 piedi quadrati,al di fuori di essa si
erigono cinque torri concentriche,una dentro l’altra per una altezza di 174
piedi.Dagli scavi di Chogha-Zanbil sono emerse molte iscrizioni ed ornamenti
architettonici,come targhe murarie di ceramica ed interessanti sigilli.
Susa
Susa è il più antico centro della antica civiltà del Medio Oriente,le cui
origini risalgono al 5000 A.C..Gli archeologi hanno lavorato a Susa per più di
cento anni,scavando tra gli antichi estesi resti,che vanno dal quarto millennio
al primo periodo Islamico.Sulle rovine dell’antica capitale Elamita,che fu
distrutta dagli Assiri,Dario fece costruire la Capitale d’inverno.Sono ancora
visibili le rovine dei palazzi Achaemeni,così come le rovine di Apadana,che lega
il suo nome alla famosa Hall Apadana delle udienze,a Persepolis. All’apice del
suo potere,Susa venne considerata la capitale del mondo.I nomi di Dario e Susa
sono inestricabilmente legati tra loro ed è qui che fu trovata la sua famosa
statua,ora senza testa,la cui base è ornata di geroglifici Egiziani,ora
custodita nel Museo Nazionale.
I resti di un capitello raffigurante un toro è uno dei pochi reperti che,a
Susa,ricordano la magnificenza testimoniata nelle tavole delle
fondamenta,trovate nel Palazzo di Dario,sulla collina di Apadana.
Altri manufatti,incisioni di creta e ceramiche,ritrovate a Susa,sono conservate
e visibili in un museo locale,molto interessante.Un altro importante reperto,
nella città di Susa,è una struttura in stile Elamite,la tomba del profeta
Daniele del Vecchio Testamento. Restaurata diverse volte,è tuttora un luogo di
pellegrinaggio per Ebrei,Cristiani e Mussulmani.
Shushtar
E’ una grande città,situata in alto,su un dirupo di calcare,sopra il fiume
Karun,il cui passato può essere ricostruito attraverso la testimonianza di
innumerevoli canali interconnessi tra loro,ponti dighe ed opere di irrigazione.
La diga di Gargar,nella parte centrale di Shushtar, fu costruita non per
l’irrigazione,ma per fornire potenza idrica a trenta mulini che,in tempi non
molto lontani,producevano farina di orzo e di grano,e rappresentavano una unica
insigne caratteristica della città.
IRAN ORIENTALE
I nostri itinerari,nella parte occidentale dell’Iran,toccano alcune delle città
e dei luoghi antichi più importanti,situati in pianura o alle pendici dei monti
Alborz ed Alvand,interessanti,sia per le loro bellezze sceniche,che storiche:
Tagh-e-Bostan – (Bassorilievi dei Sassanidi)
I Re Sassanidi scelsero un luogo eccezionale per i loro bassorilievi scolpiti
nella roccia a Tagh-e-Bostan,quattro miglia a nordovest di Kermanshah.Una fonte
sacra zampilla fuori da un dirupo,dentro una grande vasca luccicante.In inverno
l’intero paesaggio è avvolto in una coltre di nebbia e nuvole.Uno dei più
imponenti bassorilievi,all’interno della grotta più grande o ‘ivan’,è una
gigantesca statua equestre del Re Sassanide Khosrow II (591-628 D.C.),che monta
la sua cavalcatura preferita,Shabdiz.Sia il cavallo che il cavaliere sono
avvolti in armature da battaglia.Sono visibili due scene di caccia agli opposti
lati della grotta,una che raffigura la caccia imperiale al cinghiale e
l’altra,nello stesso spirito,che raffigura il Re che caccia il cervo.Elefanti
che stanano cinghiali che scappano da un lago paludoso verso il Re,che sta in
piedi in equilibrio, con in mano arco e freccia,mentre femmine suonatrici lo
seguono su altre barche.Queste scene di caccia reale sono le più vivide tra
tutti i bassorilievi,vere narrazioni murali scolpite nella roccia. Facendo un
salto nel tempo di 1300 anni,il bassorilievo superiore mostra il Re Qajar del
diciannovesimo secolo,Fath-Ali-Shah mentre regge la Corte.
(9) Solo alcuni frammenti dell’originale piastrellatura della Moschea Blue
sopravvivono nel tempo,dopo secoli di devastazioni prodotte da invasori e
terremoti,lasciando intendere della sua antica gloria.La Moschea Blue è tra le
poche moschee,in Iran, completamente coperte con delicati ornamenti
policrami.L’atmosfera dell’antica Tabriz è conservata nel bazaar coperto,dove si
trovano gioielli e tappeti,tra i più pregiati dell’Iran.
Un altro posto che merita di essere visitato è il Shah-Goli Pavilion, costruito
in mezzo ad un lago artificiale.Tabriz vanta almeno due importanti
musei,l’archeologico e l’antropologico,entrambi mostrano manufatti prodotti
durante il lungo periodo dell’inurbamento dell’Azarbaijan.
Sultanieh
Il Sultano Mohammad Khodabaneh(Oljaitu),un Il-Khanid,governatore della Persia
nel quattordicesimo secolo,spostò la capitale da Tabriz alla grande pianura di
Sultanieh,venticinque miglia a sudest di Zanjan,oggi una provincia separata nel
sudest dell’ Azarbaijan,facendo erigere qui,dal 1305 al 1313 D.C.,una nuova
città.I magnifici palazzi,moschee ed edifici pubblici,che così impressionarono
gli ambasciatori stranieri alla Corte Mongola,non sono sopravissuti,ma la tomba
di Oljaitu,una delle più belle realizzazioni dell’architettura Persiana,è
rimasta in piedi,tra i papaveri che ricoprono,in primavera,pianura e colline del
deserto con un tappeto di fiori rossi.La tomba fu riccamente abbellita da
ornamenti eseguiti dai migliori artisti dell’epoca,ma Oljaitu non ritenne che
fossero adatti ad un luogo sacro e così li fece ricoprire con malta che
solamente oggi è stata con perizia rimossa.
Takht-e-Soleiman
Fin dal tempo di Magi,che alimentò il fuoco sacro di Azar Gushnasp oltre al più
profondo blue del lago senza fondo,ai giorni d’oggi,Takht-e-Soleiman (il Trono
di Salomone) è rimasto ,per chi lo vede,un luogo sacro.Le rovine di
Takht-e-Soleiman giacciono in una larga e lontana valle montana a sudest di
Maraghe.Le massicce mura di pietra ed i resti di trentotto torri,costruite
attorno al lago dai Sassanidi,nel terzo secolo D.C.,è tutto ciò che rimane del
complesso.Si può inoltre vedere da lontano il cratere di Zendan-e-Soleiman,la
prigione di Salomone.
Maraghe
Una vasta città,novanta miglia a sud di Tabriz,era il pascolo dei cavalli
mongoli.Hulagu Khan,il nipote di Chengiz,vi costruì un osservatorio nel 1295.In
tutta la città sono sparse torri delle tombe pre-Mongole del dodicesimo e
quattordicesimo secolo.Una delle più interessanti è la Gonbad-e-Kabud,o Torre
Blue.Un fregio in caratteri Kufic corre lungo la base del tetto,sotto un
cornicione di stalattite.
Maku
La chiesa di San Thaddeus,anche nota come Qara Kilisa o Chiesa Nera,si trova a
tredici miglia a sud di Maku.E’ una delle più vecchie chiese del Cristianesimo,e
mantiene uno speciale significato per la minoranza Armena,che colà si riunisce
ogni anno,in luglio,per le festività di San Thaddeus,il primo Apostolo cristiano
che la fu martirizzato.L’edificio originario fu costruito intorno al decimo
secolo D.C. con pietre bianche e nere.
Ardebil
Situata a più di 130 miglia a est di Tabriz,in un remoto angolo della
regione,Ardebil ha guadagnato importanza in anni recenti e divenne così una
provincia separata.La sua principale attrazione turistica è la tomba dello
Sceicco Safi-eddin Ardebili,un filosofo Sufi del quattordicesimo
secolo,universalmente stimato,che fissò la sua dimora a Ardebil.Dopo la sua
morte,all’età di 83 anni,il suo mausoleo è diventato la Mecca per migliaia di
pellegrini,ogni anno.Shah Isma’il,fondatore della dinastia dei Safavidi,fu il
sesto nella discendenza dello Sceicco Safieddin,che diede il nome ai Safavidi.Il
santuario accrebbe di importanza con il patronage dei Re Safavidi,che lo
ingrandirono e lo abbellirono con molti doni.
Kanvagar – il Tempio di Anahita
Kanvagar è una piccola città,molto antica,che si trova a metà strada tra Hamadan
e Kermanshah.Circa nel 200 A.C.,durante l’occupazione della città da parte dei
Greci Seleucidi,fu li costruito uno dei principali santuari in onore della Madre
Santissima Anahita,che fu venerata nell’antica Persia,assieme a Ahura-Mazda e
Mithras.Questo vasto tempio fu costruito con enormi blocchi di pietra
decorata,con una imponente entrata con due scale contrapposte,che potrebbe
essere stata ispirata dall’ Apadana a Bisotoun – una iscrizione di Dario in un
luogo a circa quattromila piedi di altezza sulle montagne,una delle più famose
testimonianze dell’archeologia nel vicino Oriente,che ha attratto i passanti fin
tempi immmemorabili.Fu li che Sir Henry Rawlison copiò le iscrizioni trilingui
di Dario,incise in antico Persiano,Elamite e Akkadiano,nel 522 A.C.,un passo
importante per la decifrazione finale dei caratteri cuneiformi nel
diciannovesimo secolo.I bassorilievi di Bisotoun sopra l’iscrizione,raffigurano
Dario che affronta il nono Re ribelle,il cui governatore Achaemenide lui
soppresse quando conquistò il potere. Ai piedi della collina si trovano tre
bassorilievi Parthian,ritenuti i più antichi,severeramente danneggiati dalle
devastazioni del tempo,ed una roccia scolpita,dono dello Sceicco Ali-Khan
Zanganeh,il ministro del Re Savafida Shah Soleiman.
Qazvin – la vecchia Capitale dei Safavidi
La pianura di Qazvin,che attrasse fin dall’antichità,i primi colonizzatori
dell’altopiano Iraniano,annovera i Kassiti tra i suoi primi abitanti,che si
ritiene si siano ivi insediati intorno al ventiquattresimo secolo A.C..Nei tempi
più recenti,all’inizio del sedicesimo secolo, Qazvin fu la capitale del
regno dei Saffavidi,prima che essi si trasferissero a Isfahan. Tra i tanti resti
storici di Qazvin,vi è la moschea di Jame,risalente al periodo Seljuq, che vanta
il più grande ‘mihrab’ di tutte le moschee dell’Iran,il Santuario di Shahzadeh
Hossein,un Santo mussulmano,e la scuola di Teologia Heydarieh.Come capitale dei
primi Re Safavidi,Qazvin fu la città dei palazzi governativi,a cui,in seguito,si
ispirarono quelli più famosi di Isfahan.Palazzi dai nomi di A’li Qapu e Chehel
Sotoun sono universalmente associati ad Isfahan,anche se essi furono costruiti
molto prima che essa divenisse il cuore dell’Impero. Sfortunatamente il palazzo
di A’li Qapu di Qazvin non ha resistito alla prova del tempo.Tutto ciò che
rimane è l’ingresso e parte della Guardia.Il palazzo di Chehel-Sotoun,
invece,grazie agli estesi restauri,è in condizioni molto migliori ed è stato
trasformato nel museo di Qazvin.
Azarbaijan - Est e Ovest
Le due province di nordest,l’Est e Ovest Azarbaijan,con Tabriz e Orumieh come
loro rispettive capitali,sono tra le più ricche e fertili regioni Iraniane.
La popolazione dell’ Azarbaijan parla un dialetto turco chiamato Azari.La
regione è molto varia,da un punto geografico,con catene di montagne, fertili
pianure ed un grande lago salato,il lago Orumieh.
Nella regione si trovano,inoltre,due delle vette più alte dell’Iran,i monti
Sbaland e Sahand.Nei nostri itinerari sono comprese alcune città e luoghi di
interesse della provincia,oltre ad altri delle province confinanti di Ardebil e
Zanjan.Tabriz,tra le principali città Iraniane che i viaggiatori provenienti via
terra dalla Turchia vedevano, era capitale,nel tredicesimo secolo,ed ancora
sotto la dinastia Black Sheep che governò da Tabriz nel quindicesimo
secolo.Jahan-Shah (1436-1467 D.C.) fu un efficiente governatore,che allargò e
rese più bella Tabriz,facendo costruire la Moschea Blue nel 1465.
La costa del Caspio
La costa del Mar Caspio,che include le due province del litorale Gilan(ilcui
centro è Rasht) e Mazandaran(il cui centro è Sari),con le sue folte foreste e le
intensive coltivazioni di riso,rappresenta uno stridente contrasto con il secco
altopiano nell’interno dell’Iran.Le pittoresche province di Gilan e
Mazadaran,che confinano,a nord,con il Mar Caspio (il più grande lago del mondo)
e con Alborz Range,al sud,sono solcate da una multitudine di valli, i cui fiumi
sfociano tutti nel mare.Vi sono differenti strade che comunicano con Tehran,da
diverse parti delle due province,tutte attraversano scenari di una bellezza da
mozzare il fiato,in mezzo alle montagne o lungo i fiumi.
Rasht
E’ una delle più antiche città del nord ed è anche il più grande insediamento
nel sud del Caspio ed il centro industriale della regione.
A Rasht vi sono diversi posti interessanti da visitare come il Museo ed il
bazaar scoperto,con lo speciale mercato giornaliero ed i banchi con gli oggetti
di artigianato.
Bandar-e-Anzali
Due dei prodotti Iraniani più ricchi,il caviale e la seta,sono prodotti
nell’area del porto di Bandar-e-Anzali,il più antico porto della costa del
Caspio,a trenta miglia da Rasht. Il Mordad-e-Anzali (la laguna di Anzali) ha una
sua bellezza particolare,caratterizzata dalla ricca varietà di fauna e
flora,anche acquatica,come i fiori di lotus di color rosa che,a qualche
centimetro sopra la superfice dell’acqua,sbocciano in estate in tutta la loro
bellezza.Una gita in barca in laguna rappresenta certamente un esperienza unica
ed indimenticabile.
La rotta delle caravane
Molte città e paesi delle province a est e nordest dell’Iran sono situati
lungo,o nei pressi,della antica strada della seta,la vecchia rotta delle
caravane,denominata the Great Khorassan Road.Resti di interessanti
carvaserragli,chiamati’robat’,numerosi in questa area,sono appunto testimonianza
di quanto detto.Molti di questi luoghi sono inseriti nei nostri itinerari da
Tehran alla provincia di Khorassan,attraverso la strada nord verso Gorgan,o
attraverso le più interessanti vie verso Semnan,Damghan,Sharud e Sabzavar,a
circa 600 miglia da Mashad.
Semnan
E’ una antica città che probabilmente risale all’era dei Sassanidi,situata lungo
il percorso delle invasioni storiche e,per questo,ripetutamente saccheggiata e
ricostruita.Vi si trovano alcuni luoghi sacri mussulmani, come la Moschea del
Venerdì,che risale al 1424,il minareto Seljuq,noto come Minar-eMasjid e la
Moschea Soltani.Costruita durante il regno del re Qajar Fath-Ali Shah nel
1820,questa grande moschea è una delle più belle costruzione dell’epoca rimaste
intatte.
Damghan
Questa città storica,fondata nel lontano ottavo secolo D.C.,è nota fra le altre
cose per i suoi pistacci.Deve la sua fama al Masjid-e-Tarikhane,la più antica
costruzione dell’Iran,considerata un importante elemento di transizione tra
l’architettura Sassanide e quella Islamica.Altri monumenti interessanti di
Damghan sono un minareto Seljuq,l’unico resto di una moschea scomparsa da
tempo,un’altra torre tombale sempre Seljuq,che risale al 1026, ed il Chehel
Dokhtar(Forty Maidens),anch’esso una costruzione Seljuq.
Neishabur
Farid-al-din Attar chimico,fu anche un poeta mistico,che visse nella capitale
Seljuq di Neishabur all’epoca in cui la Persia soffrì la prima invasione dei
Mongoli nel 1220 D.C..Egli fu catturato e decapitato dai Mongoli.Attar fu uno
scrittore sensibile e prolifico,meglio conosciuto per il suo racconto mistico
‘Il Convegno degli Uccelli’. Egli è seppellito a Neishabur,in una tomba
ricoperta di piastrelle,che risale al diciasettesimo secolo.Un altro grande
poeta,Omar Khayman,è anch’esso sepellito in città,in una tomba a forma di
ombrello,piastrellata di rosa,con l’iscrizione ‘l’opera poetica di Khayman’.
Toos
A Toos,vicino a Mashad,dove si erge anche la sua statua,è sepolto Ferdowsi,il
più grande poeta epico dell’Iran.Quasi tutti gli Iraniani sanno recitare parti
del Shahnameh,o Libro dei Re,composto nel 994 D.C.,in cui Ferdowsi racconta,in
60.000 versi,la primitiva storia della Persia.
Vi è una città al di la dei mari,dove tutte le finestre sono aperte e illuminate
E dove i tetti ospitano una colomba che fissa le sorgenti dell’intelligenza
umana
Al di la dei mari,vi è una città
Dove il sole risplende così ampiamente come gli occhi dei mattinieri
I NOSTRI ITINERARI
Nelle seguenti pagine Tu scoprirai una grande quantità di itinerari attraverso
l’Antico Iran.
E ancora più importante,nella vera tradizione delle Vacanze Iran
Doostan,possiamo personalizzare il Tuo viaggio in modo da soddisfare esattamente
i Tuoi desideri.Per esempio,Tu puoi scegliere una visita ai luoghi
storici,combinarla con un viaggio ‘country’ alle montagne di Zagros o fermarti
sul Caspio,a Haygashen,nella bella stazione balneare Armena.
Se sei alla ricerca di avventure,non hai limitazione di scelta.Puoi scoprire il
colore e le tradizioni dei Nomadi Bakhtiari,o l’ospitalità ed il calore della
gente del Sud. Puoi fare trekking nella giungla,cavalcare o fare un safari nel
deserto del Kavirs,nel centro dell’Iran.
Con Iran Doostan puoi scoprire le meraviglie dell’Iran,sia con un tour classico
ad Isfahan,che con una indimenticabile immersione nel Golfo Persico.
I R A N - LE ANTICHITA’
8 Giorni/7 Notti
| 1° Giorno | Arrivo a Tehran | Arrivo all’aeroporto di Tehran,dopo la cerimonia di benvenuto,trasferimento in albergo,cena e pernottamento. |
| 2° Giorno | Tehran – Shiraz | Al mattino,dopo colazione,visita alla città di Tehran ed al Museo Archeologico e al Museo dell Arti Islamiche. Il Museo Archeologico,il più importante museo dell’Iran,espone tutti i più significativi pezzi di artigianato delle varie epoche,provenienti dai maggiori luoghi storici del Paese. Alla sera,trasferimento all’aeroporto e partenza per Shiraz.Trasferimento in albergo,cena e pernottamento. |
| 3° Giorno | Shiraz | Dopo colazione,l’intera giornata è dedicata alla visita alla città ed ai suoi luoghi di maggior interesse,quali Eram ed i Giardini Narenjestan,la Moschea di Nasie-ol-Molk,la Scuola Teologica di Khan,la Tomba di Hafez (o Saadi),il Bazaar Vakil e il Koran Gate. Alla sera visita al sacro Santuario di Shah-Cheragh,con le sue stupefacenti decorazioni in vetro intarsiato. |
| 4° Giorno | Shiraz – Persepolis – Shiraz | Dopo colazione escursione a Persepolis e a Naghsh-e-Rostam.Pomeriggio libero,in serata rientro in aereo a Isfahan. Cena e pernottamento. |
| 5° Giorno | Isfahan | Intera giornata dedicata alla visita di Imam Square,un gioiello dell’architettura Persiana che include l’Alighapou Palace,le Moschee dell’Imam e di Sheikh Lutfullah,le fabbriche di artigianato ed il Bazaar di Isfahan,con le sue arcate.Alla sera,visita ai più belli e famosi ponti di Isfahan,sul fiume Zayendeh.Cena e pernottamanto. |
| 6° Giorno | Isfahan | Mezza giornata dedicata all visita della Moschea Jame,della Chiesa Vank e dei Minareti Shaking.Pomeriggio libero.Alla sera rientro a Tehran in aereo.Cena e pernottamento. |
| 7° Giorno | Tehran | Intera giornata dedicata alla visita del Museo dei Tappeti e del Museo Reza Abbassi e,se visitabile,del Museo dei Gioielli.Alla sera ‘Good By Party’ in un ristorante tradizionale iraniano.Pernottamento. |
| 8° Giorno | Partenza da Tehran | Trasferimento,al mattino,all’aereoporto internazionale di Tehran e rientro in Italia. |
I R A N - La Volta Celeste
12 Giorni / 11 Notti
| 1° Giorno | Arrivo a Tehran | Arrivo all’aereoporto di Tehran,dopo la cerimonia di benvenuto,trasferimento in albergo.Cena e pernottamento. |
| 2° Giorno | Tehran – Yazd | Mezza giornata di visita alla città ed ai
Musei Archeologigo e Isalmico. Il Museo Archeologico,il più importante museo dell’Iran,espone tutti i più significativi pezzi dell’artigianato delle varie epoche,provenienti dai maggiori luoghi storici del Paese.Alla sera trasferimento in aereoporto e volo per Yadz.Trasferimento all’albergo.Cena e pernottamento. |
| 3° Giorno | Yadz | Intera giornata dedicata alla visita di Yadz,alle sue opere architettoniche,uniche per questa città tropicale,con le sue alte torri a vento.Le grandi e magnifiche Moschee di Jame e di Mir Chakmaq,il Giardino Dowlat Abad e,se possibile,…………………? |
| 4° Giorno | Yadz – Kerman | Al mattino presto,trasferimento in pulmino a Kerman.Nel pomeriggio visita al Complesso di Ganj-Ali-Khan,incluso i bagni,la sala da te ed il bazaar.Cena e pernottamento a Kerman. |
| 5° Giorno | Kerman – Bam – Mahan – Kerman | Intera giornata dedicata alla visita della interessantissima cittadella di Bam,del magnifico Mausoleo dello Shah Nematollah-e-Valli e degli incantevoli Giardini di Shahzadeh a Mahan.Cena e pernottamento a Kerman. |
| 6° Giorno | Kerman – Shiraz | Giornata di viaggio verso Shiraz attraverso le città di Bardsir,Sirdjan,Nayriz e Sarvestan.Cena e pernottamento a Shiraz. |
| 7° Giorno | Shiraz | Dopo colazione,l’intera giornata è dedicata alla visita alla città ed ai suoi luoghi di maggior interesse,quali Eram ed i Giardini Narenjestan,la moschea di Nasir-ol-Molk,la scuola Teologica di Khan,la Tomba di Hafez(o Saadi),il Bazaar Vakil ed il Koran Gate.Alla sera visita al sacro Santuario di Shah-Cheragh,con le sue stupefacenti decorazioni in vetro intarsiato. |
| 8° Giorno | Shiraz – Persepolis – Isfahan | Al mattino presto,escursione a Persepolis e Naghsh-e-Rostam.Ritorno a Shiraz e trasferimento in aereo a Isfahan.Cena e pernottamento. |
| 9° Giorno | Isfahan | Intera giornata dedicata alla visita di Imam Square,un gioiello dell’architettura Persiana,che include l’Alighapou Palace,le Moschee dell’Imam e di Sheikh Lutfullah.Nel pomeriggio visita agli antichi ponti di Isfahan e quindi al suo Bazaar.Cena e pernottamento. |
| 10° Giorno | Isfahan – Natanz – Kashan – Tehran | Rientro in pulman a Tehran.Lungo il percorso,visita alla splendida città di Natanz,con la sua famosa Moschea di Jame.Continuando,a Kashan visita del Giardino Fin.Arrivo a Tehran,cena e pernottamento. |
| 11° Giorno | Tehran | Intera giornata dedicata alla visita del Museo dei Tappeti e del museo Reza Abbassi e, se visitabile,del Museo dei Gioielli.Alla sera ‘Good By Party’ in un ristorante tradizionale iraniano.Pernottamento. |
| 12° Giorno | Partenza da Tehran | Trasferimento,al mattino,all’aeroporto internazionale di Tehran e rientro in Italia. |